In breve: L'idrosadenite suppurativa (HS) è una malattia infiammatoria cronica della pelle che provoca noduli dolorosi, ascessi ricorrenti e tragitti fistolosi nelle aree ricche di ghiandole sudoripare, come ascelle, inguine e glutei. Non è contagiosa e non dipende da una scarsa igiene. Presso il centro Avrupa Cerrahi di Istanbul i focolai di HS vengono trattati con tecniche laser e mini-invasive, in regime ambulatoriale e senza anestesia generale.
Revisione medica: Op. Dr. Yasir Gözü · Chirurgia generale e proctologia · Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2026
Che cos'è l'idrosadenite suppurativa?
L'idrosadenite suppurativa, nota anche come acne inversa, è una malattia cronica della pelle che colpisce i follicoli piliferi nelle zone del corpo in cui la cute sfrega contro la cute e le ghiandole sudoripare apocrine sono più numerose. Le sedi tipiche sono le ascelle, l'inguine, la regione genitale, i glutei, la zona perianale, il solco sottomammario, le pieghe addominali e il collo.
La malattia inizia in genere con un nodulo sottocutaneo dolente, simile a un foruncolo profondo. Con il tempo i noduli possono trasformarsi in ascessi che si rompono e secernono materiale purulento, spesso maleodorante. Se il processo infiammatorio si ripete più volte nella stessa area, sotto la pelle si formano tunnel (tragitti fistolosi o sinus) e cicatrici retraenti che rendono la malattia sempre più difficile da controllare.
È importante sottolineare due punti: l'idrosadenite suppurativa non è contagiosa — non si trasmette per contatto, né attraverso asciugamani o rapporti intimi — e non è causata da scarsa pulizia. Si tratta di una condizione legata alla risposta immunitaria e alla struttura del follicolo pilifero, non di un'infezione trasmissibile.
Sintomi: come riconoscere l'HS
I segni dell'idrosadenite suppurativa possono essere confusi all'inizio con semplici foruncoli, cisti o peli incarniti. Alcuni elementi, però, orientano chiaramente verso la diagnosi di HS:
- Noduli dolorosi e profondi che compaiono sempre nelle stesse zone (ascelle, inguine, glutei, sotto il seno)
- Ascessi ricorrenti che si rompono, drenano pus e poi si riformano
- Secrezione maleodorante dalle lesioni aperte
- Tragitti fistolosi: tunnel sotto la pelle che collegano più lesioni tra loro
- Cicatrici e ispessimenti cutanei che si accumulano con gli anni
- Dolore, bruciore e prurito che peggiorano con la sudorazione e lo sfregamento
A differenza di un foruncolo occasionale, le lesioni dell'HS si ripresentano ciclicamente nella stessa sede e tendono a peggiorare nel tempo se non vengono trattate. Se nota episodi ripetuti di questo tipo, è consigliabile una valutazione specialistica precoce: intervenire nei primi stadi permette di ottenere risultati migliori con trattamenti meno invasivi.
Gli stadi di Hurley: quanto è avanzata la malattia
Per classificare la gravità dell'idrosadenite suppurativa si utilizza la scala di Hurley, che distingue tre stadi:
- Stadio 1 (lieve): noduli o ascessi isolati e occasionali, senza tragitti fistolosi né cicatrici. È la fase in cui il trattamento è più semplice ed efficace.
- Stadio 2 (moderato): ascessi ricorrenti, singoli o multipli, con i primi tunnel sottocutanei e cicatrici, ma con aree di pelle sana tra le lesioni.
- Stadio 3 (grave): coinvolgimento diffuso di un'intera regione, con tragitti fistolosi interconnessi, ascessi estesi e infiammazione severa.
La stadiazione guida la scelta terapeutica: negli stadi 1 e 2 la malattia si controlla nella maggior parte dei casi con terapie mediche e procedure mini-invasive come il laser, mentre lo stadio 3 può richiedere una bonifica chirurgica più estesa con asportazione dei tragitti fistolosi.
Cause e fattori di rischio
La causa esatta dell'idrosadenite suppurativa non è ancora del tutto chiarita. Il meccanismo di base è l'ostruzione e l'infiammazione del follicolo pilifero, su cui agiscono diversi fattori:
- Predisposizione genetica: in circa un terzo dei pazienti la malattia è presente anche in altri familiari.
- Risposta immunitaria alterata: il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a livello dei follicoli, alimentando l'infiammazione cronica.
- Fumo di sigaretta: è uno dei fattori scatenanti più potenti; aumenta la gravità delle lesioni e riduce la risposta ai trattamenti.
- Sovrappeso e obesità: l'eccesso di peso aumenta lo sfregamento cutaneo e l'infiammazione sistemica.
- Fattori ormonali: le fluttuazioni ormonali possono influenzare l'andamento della malattia, che spesso esordisce dopo la pubertà.
- Fattori meccanici: sudorazione abbondante, indumenti stretti e attrito ripetuto sulle pieghe cutanee favoriscono le riacutizzazioni.
L'HS è più frequente nelle donne, ma negli uomini le lesioni tendono talvolta a essere più estese e aggressive. Lo stress e alcune abitudini alimentari possono contribuire a scatenare le fasi acute.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi di idrosadenite suppurativa è essenzialmente clinica: uno specialista esperto la riconosce esaminando l'aspetto, la sede e la storia delle lesioni. Non esiste un esame di laboratorio specifico per l'HS. Nei casi in cui sia necessario valutare la profondità degli ascessi o l'estensione dei tragitti fistolosi, può essere utile un'ecografia dei tessuti molli.
Una parte importante della visita è la diagnosi differenziale: l'HS va distinta da foruncoli comuni, acne, cisti pilonidali (sinus pilonidale), fistole perianali e altre infezioni cutanee. Gli elementi distintivi dell'idrosadenite sono la profondità delle lesioni, la ricorrenza nella stessa sede, la formazione di tunnel e la secrezione maleodorante. Purtroppo molti pazienti ricevono la diagnosi corretta solo dopo anni di drenaggi ripetuti e cure inefficaci: per questo, davanti ad ascessi che continuano a ripresentarsi, è fondamentale rivolgersi a un centro con esperienza specifica.
Trattamento laser e approcci mini-invasivi
Il trattamento dell'idrosadenite suppurativa viene sempre personalizzato in base allo stadio, all'estensione delle lesioni e alle condizioni generali del paziente. Le opzioni non chirurgiche comprendono antibiotici, farmaci antinfiammatori, terapie immunomodulanti e farmaci biologici, oltre a interventi sullo stile di vita. Quando le lesioni sono cronicizzate o sono presenti tragitti fistolosi, la sola terapia farmacologica spesso non basta: è qui che entrano in gioco le tecniche laser e mini-invasive.
Presso Avrupa Cerrahi i focolai di HS vengono trattati con il laser: l'energia laser consente di bonificare il tessuto infiammato e i tragitti fistolosi in modo mirato, rispettando la cute sana circostante. La procedura si esegue in anestesia locale, dura in genere pochi minuti e non richiede ricovero.
I vantaggi dell'approccio laser mini-invasivo rispetto alla chirurgia tradizionale aperta includono:
- Nessuna anestesia generale: la procedura si svolge in anestesia locale, senza narcosi e senza necessità di digiuno o di esami preoperatori complessi.
- Tutto in una giornata: visita, trattamento e dimissione avvengono nello stesso giorno.
- Trauma tissutale minimo: niente ampie incisioni, minor dolore postoperatorio e cicatrici ridotte.
- Adatto anche ai pazienti fragili: il trattamento è sicuro anche per chi soffre di patologie cardiache, ipertensione o diabete.
- Recupero rapido: la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività quotidiane in tempi brevi.
Nei casi avanzati di stadio 3, con tunnel estesi e infiammazione diffusa, può rendersi necessaria una bonifica chirurgica più ampia con escissione dei tragitti fistolosi. Anche in questi casi, la valutazione da parte di un'équipe esperta permette di scegliere l'approccio meno invasivo possibile per la situazione specifica.
Il decorso dopo il trattamento
Uno dei principali punti di forza del trattamento laser è la semplicità del recupero. Dopo la procedura il paziente torna a casa lo stesso giorno con semplici indicazioni per la cura della zona trattata. Il fastidio nei primi giorni è in genere lieve e ben controllato con comuni antidolorifici.
Durante la convalescenza è utile:
- mantenere la zona pulita e asciutta seguendo le indicazioni del medico
- indossare abiti comodi e traspiranti, evitando tessuti che sfregano sulla zona trattata
- evitare per alcuni giorni sforzi intensi e attività che provocano sudorazione abbondante
- rispettare i controlli programmati, che consentono di verificare la guarigione e intercettare precocemente eventuali nuove lesioni
Poiché l'HS è una malattia cronica, il follow-up regolare fa parte integrante del percorso di cura: il controllo periodico aumenta in modo significativo le probabilità di mantenere la malattia in remissione.
Vivere con l'idrosadenite suppurativa
Accanto al trattamento medico, alcune scelte quotidiane hanno un impatto dimostrato sull'andamento della malattia:
- Smettere di fumare: è la singola misura più efficace; il fumo aggrava le lesioni e riduce la risposta alle terapie.
- Controllare il peso corporeo: ridurre il sovrappeso diminuisce sfregamento e infiammazione.
- Curare l'alimentazione: limitare latticini, zuccheri e cibi ultraprocessati e privilegiare una dieta di tipo mediterraneo, ricca di fibre, omega-3 e alimenti ad azione antinfiammatoria, può aiutare a ridurre le riacutizzazioni.
- Ridurre l'attrito: preferire indumenti larghi e biancheria in cotone, evitare rasature aggressive nelle zone colpite.
- Gestire lo stress: i periodi di forte stress sono spesso associati a nuove fasi acute.
L'idrosadenite suppurativa può pesare molto sulla qualità della vita, sulla sfera intima e sull'autostima. È bene ricordare che non è colpa del paziente, che milioni di persone nel mondo convivono con questa condizione e che con un trattamento adeguato e tempestivo le riacutizzazioni possono essere ridotte in modo sostanziale.
Domande frequenti
L'idrosadenite suppurativa è contagiosa?
No, l'HS non è assolutamente contagiosa. Non si trasmette per contatto fisico, rapporti intimi o condivisione di asciugamani e indumenti. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica legata al sistema immunitario e alla struttura dei follicoli piliferi, non di un'infezione trasmissibile.
L'idrosadenite suppurativa guarisce definitivamente?
Essendo una malattia cronica, l'HS non ha una "cura definitiva" nel senso classico del termine. Tuttavia, con un trattamento adeguato — terapie mediche, procedure laser e correzione dei fattori di rischio — le riacutizzazioni possono essere drasticamente ridotte e la malattia mantenuta sotto controllo per lunghi periodi, con un netto miglioramento della qualità della vita.
Il trattamento laser è doloroso?
No. La procedura si esegue in anestesia locale, quindi durante il trattamento non si avverte dolore. Nei giorni successivi può essere presente un fastidio lieve, ben gestibile con comuni antidolorifici. Non essendo necessaria l'anestesia generale, non servono digiuno né ricovero.
Come distinguo l'HS da un semplice foruncolo o da un pelo incarnito?
Le lesioni dell'idrosadenite sono più profonde, ricompaiono ciclicamente nella stessa zona e con il tempo formano tunnel sotto la pelle e cicatrici. Un foruncolo comune, invece, guarisce e non si ripresenta sistematicamente nello stesso punto. La secrezione maleodorante ricorrente è un altro segno tipico dell'HS. La visita specialistica consente di distinguere facilmente le due condizioni.
Quando è necessario l'intervento chirurgico esteso?
Negli stadi 1 e 2 la malattia si controlla nella maggior parte dei casi con farmaci e procedure mini-invasive come il laser. La chirurgia estesa, con asportazione dei tragitti fistolosi, viene riservata allo stadio 3 o ai casi con ascessi gravi e ricorrenti che non rispondono agli altri trattamenti.
Che ruolo ha il fumo nell'idrosadenite suppurativa?
Il fumo è uno dei fattori scatenanti più forti: aumenta la gravità delle lesioni, favorisce le riacutizzazioni e riduce l'efficacia delle terapie. Smettere di fumare ha un effetto positivo documentato sul decorso della malattia ed è una parte fondamentale del piano di trattamento.
L'alimentazione può influenzare la malattia?
Sì. Ridurre latticini, zuccheri e alimenti ultraprocessati e adottare un modello alimentare di tipo mediterraneo, ricco di fibre e omega-3, può contribuire a diminuire la frequenza delle riacutizzazioni. La dieta non sostituisce il trattamento medico, ma ne potenzia i risultati.
Posso sottopormi al trattamento se soffro di diabete o problemi cardiaci?
Sì. Poiché la procedura laser si svolge in anestesia locale, senza narcosi, è considerata sicura anche per i pazienti con diabete, ipertensione o patologie cardiache. In ogni caso, prima del trattamento il medico valuta la situazione clinica individuale e fornisce tutte le informazioni necessarie.
Fonti
Avvertenza: Questo contenuto ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere, la diagnosi o il trattamento medico professionale. Per indicazioni specifiche consulti un medico.