In breve: il sangue dall’ano è un sintomo, non una malattia. Nella grande maggioranza dei casi dipende da emorroidi interne o da una ragade anale, entrambe trattabili senza chirurgia tradizionale. Il colore del sangue e la presenza o meno di dolore indirizzano già verso la causa. Un sanguinamento che si ripete, che si accompagna a un cambiamento dell’alvo o che compare dopo i cinquant’anni va comunque accertato.
Contenuto revisionato da Op. Dr. Yasir Gözü, proctologia.
Che cosa significa sanguinamento rettale
Si parla di sanguinamento rettale quando si nota sangue durante o dopo l’evacuazione: sulla carta igienica, sulle feci o nell’acqua del water. La quantità dice poco sulla gravità — una ragade piccola può sanguinare in modo vistoso, mentre una lesione più seria può dare tracce minime.
Quello che orienta davvero è il quadro complessivo: il colore del sangue, se è mescolato alle feci o solo sulla superficie, la presenza di dolore, di muco, di prurito, e se l’alvo è cambiato nelle ultime settimane. Su questi elementi si costruisce la diagnosi, e la visita proctologica chiarisce l’origine nella maggior parte dei casi in un solo appuntamento.
Le cause più frequenti
La tabella raccoglie i quadri che si incontrano più spesso e quello che ciascuno comporta.
Oltre a questi, il sangue può venire da polipi del retto, da malattie infiammatorie croniche come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, dalla diverticolosi, da un prolasso rettale o da condilomi irritati. Nei bambini la causa quasi costante è una piccola ragade legata alla stitichezza.
Segnali che non vanno rimandati
- Sanguinamento abbondante o che continua per giorni
- Feci nere e catramose, oppure sangue scuro misto alle feci
- Cambiamento dell’alvo che dura da più di tre settimane
- Calo di peso, stanchezza marcata o pallore
- Febbre, gonfiore e dolore intenso vicino all’ano
- Prima comparsa di sanguinamento dopo i cinquant’anni
- Familiarità per tumore del colon-retto o per polipi
Questi elementi non significano che la causa sia grave, ma indicano che l’accertamento non va rimandato.
Come si arriva alla diagnosi
La visita inizia con l’ispezione della regione anale e l’esplorazione digitale, che individuano ragadi, emorroidi esterne, ascessi e prolassi. L’anoscopia mostra il canale anale e la parte bassa del retto: qui si vede la maggior parte delle sorgenti del sanguinamento.
Se la sorgente sembra più in alto, se il sangue è mescolato alle feci o se l’alvo è cambiato, si passa alla rettoscopia o alla colonscopia. Ecografia ed eventualmente risonanza magnetica servono nei quadri di ascesso e fistola. Gli esami del sangue documentano un’anemia quando il sanguinamento dura da tempo.
Il trattamento: si cura la causa
Emorroidi
Nelle forme iniziali bastano spesso fibre, liquidi e la correzione delle abitudini in bagno. Quando il sanguinamento persiste, la legatura elastica e il trattamento laser chiudono i vasi che sanguinano in una seduta ambulatoriale, in anestesia locale, senza ricovero e senza le ferite aperte della chirurgia tradizionale.
Ragade anale
La ragade acuta guarisce nella maggior parte dei casi con fibre, semicupi e pomate che rilassano lo sfintere. Nella ragade cronica, dove lo spasmo mantiene aperta la lesione, si ricorre alla tossina botulinica o al trattamento laser, che riducono la pressione dello sfintere e permettono alla ferita di chiudersi.
Ascessi, fistole e polipi
L’ascesso va drenato, e il drenaggio è risolutivo sul dolore in giornata. La fistola si chiude con tecniche che risparmiano lo sfintere, come il laser. I polipi si asportano durante la colonscopia, un intervento che oltre a fermare il sanguinamento previene la trasformazione maligna.
I vantaggi dell’approccio mininvasivo
- Anestesia locale, senza digiuno né preparazione complessa
- Seduta breve e dimissione in giornata
- Dolore contenuto rispetto alla chirurgia tradizionale
- Nessuna ferita aperta da medicare per settimane
- Ritorno al lavoro in uno o due giorni nella maggior parte dei casi
- Praticabile anche in pazienti con diabete, ipertensione o cardiopatia, con le opportune valutazioni
Dopo il trattamento
Nei primi giorni sono normali un lieve fastidio e piccole tracce di sangue. Le indicazioni sono semplici: fibre e acqua a sufficienza, semicupi tiepidi, igiene delicata, niente sforzi in bagno e nessun sollevamento di pesi per qualche giorno. Un controllo a distanza conferma la guarigione. Se il sanguinamento riprende o aumenta, va segnalato subito invece di aspettare la visita programmata.
Come ridurre il rischio che torni
- 25-30 grammi di fibre al giorno e almeno un litro e mezzo di acqua
- Non rimandare lo stimolo e non restare seduti a lungo sul water
- Attività fisica regolare, che regolarizza l’alvo
- Evitare l’uso continuativo di lassativi stimolanti
- Trattare la stitichezza prima che diventi cronica
Quando rivolgersi subito al medico
Rivolgersi in giornata in caso di sanguinamento abbondante, feci nere, febbre con dolore e gonfiore vicino all’ano, vertigini o debolezza marcata. Negli altri casi è comunque opportuna una visita se il sangue si ripresenta per più di due settimane.
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Fonti
Avvertenza: questo contenuto ha finalità informative generali e non sostituisce il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico. Per indicazioni sul suo caso si rivolga a uno specialista.