Che cos'è il prolasso rettale?
Il prolasso rettale è la fuoriuscita del retto attraverso l'ano, con conseguente protrusione ed erniazione dell'intestino verso l'esterno della regione anale.
Quando i muscoli dello sfintere, responsabili del controllo delle feci, si indeboliscono a causa del prolasso, possono verificarsi perdite di muco o di feci. Questa condizione è più frequente nelle donne, in particolare in quelle che hanno avuto più parti naturali. Nei bambini si osserva soprattutto tra 1 e 4 anni, mentre negli adulti diventa più comune dopo i 45 anni. In ogni caso, il prolasso rettale deve essere trattato solo dopo una visita da parte di uno specialista.
Perché si verifica il prolasso rettale?
Nella maggior parte dei casi, la causa principale del prolasso rettale è la stitichezza cronica. Uno sforzo eccessivo e ripetuto durante la defecazione, dovuto a una stitichezza persistente, sollecita progressivamente il canale anale fino a determinare, nel tempo, il prolasso. Anche la diarrea cronica può contribuire in modo simile, poiché l'esigenza continua di evacuare porta il paziente a sforzarsi inutilmente durante ogni visita in bagno.
Nelle donne, anche i parti naturali multipli favoriscono il prolasso rettale. Altre cause includono:
- Abitudine a sforzi eccessivi durante la defecazione
- Tosse cronica legata a broncopneumopatia cronica ostruttiva
- Uso continuativo di lassativi nei pazienti con stitichezza cronica
- Indebolimento dei muscoli dello sfintere legato all'età avanzata
- Incontinenza urinaria da disfunzione del pavimento pelvico
- Rare cause ereditarie
- Fibrosi cistica
- Lesioni del midollo spinale
- Infezioni parassitarie e dissenteria batterica
- Alcune patologie neurologiche
Quali sono i sintomi del prolasso rettale?
Nel prolasso rettale, i muscoli responsabili della defecazione non riescono a svolgere pienamente la loro funzione. La deformazione anatomica della regione anale aggrava progressivamente i sintomi, che comprendono:
- Stitichezza, più frequente nei pazienti di mezza età
- Sensazione di evacuazione incompleta, con conseguente bisogno continuo di andare in bagno e sforzi ripetuti che peggiorano la condizione
- Difficoltà a trascorrere tempo fuori casa a causa del bisogno costante di defecare, con impatto negativo sulla vita sociale
- Incontinenza fecale, ovvero perdita involontaria di gas o feci, particolarmente frequente nei pazienti di età più avanzata, dovuta alla tensione a cui è sottoposto l'intestino fuoriuscito
Un'altra manifestazione tipica del prolasso rettale è la difficoltà nella defecazione, causata dalla deformazione dell'intestino.
Come si diagnostica e si tratta il prolasso rettale?
La diagnosi viene generalmente effettuata da un proctologo esperto durante la visita, nel corso della quale è possibile individuare anche il prolasso stesso. In questi casi, lo specialista riposiziona delicatamente l'intestino per evitare la formazione di edema nella zona interessata. Se il prolasso è marcato, può comprimere i vasi linfatici e provocare edema; se non trattato, può portare a necrosi (deterioramento) del tessuto intestinale.
Defecografia: tecnica radiologica utilizzata nei casi di prolasso rettale occulto o interno. Attraverso tomografia e risonanza magnetica defecografica si ottengono immagini dei movimenti intestinali che permettono di visualizzare il prolasso.
ERUS (ecografia rettale endoscopica): particolarmente utile nei pazienti candidati a riparazione chirurgica; viene eseguita da uno specialista in radiologia.
Risonanza magnetica pelvica: fornisce informazioni sullo stato attuale dei muscoli del pavimento pelvico e dello sfintere anale, evidenziando eventuali danni muscolari.
Vantaggi del trattamento non chirurgico del prolasso rettale
- Il trattamento non chirurgico del prolasso rettale dura in media 5-8 minuti.
- Si esegue in modo rapido e ambulatoriale, senza necessità di ricovero, in modo simile a un'otturazione dentale.
- Non è prevista alcuna anestesia generale: si utilizza un'anestesia locale della zona.
- Il paziente non deve effettuare alcuna preparazione preliminare.
- Non sono richiesti esami o accertamenti aggiuntivi; il paziente resta cosciente durante la procedura.
- Il dolore avvertito durante e dopo la procedura è minimo.
- Poiché non si eseguono incisioni o suture, non si verificano danni ai tessuti della regione anale.
- A differenza della chirurgia classica, che prevede un tampone all'interno dell'ano, il trattamento non chirurgico non richiede questa procedura.
- Subito dopo il trattamento, il paziente può tornare alla propria routine quotidiana.
- Anche i pazienti con patologie sistemiche o croniche possono sottoporsi al trattamento laser non chirurgico; chi assume farmaci per ipertensione, diabete o problemi cardiaci può continuare la terapia abituale.
- Complicanze tipiche della chirurgia classica, come incontinenza di gas o feci, non si verificano con i metodi non chirurgici.
- I pazienti possono ricevere visita e trattamento nello stesso giorno e tornare rapidamente alla vita sociale e lavorativa.
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